Sileree blacknigth 2

Un tocco freddo come il ghiaccio si posa sulla gola di Sileree che ha un sussulto e si riscuote. La testa le fa male, il taglio sulla fronte le pulsa ritmicamente, segue il battito del cuore. Si sente la mente ovattata, confusa; l'occhio meccanico si muove e mette a fuoco un'ombra davanti a lei, sembra familiare. Poi la realtà e i ricordi le crollano addosso come acqua gelata. Cerca di tirarsi su e subito si rende conto di trovarsi ancora dentro il laboratorio; attorno a se sono sparsi i microscopici frammenti della pietra rossa, completamente distrutta. C'è puzza di bruciato misto ad un alto odore strano, sembra ruggine e muffa, ma non solo, c'è anche un lieve sentore dolciastro, come di zucchero carbonizzato; si gira a destra e a sinistra in cerca del gruppo di spiriti demoniaci, di suo padre e, ha un breve sussulto al pensiero, di sua madre. E poi la vede, accucciata affianco a lei; le tiene una mano bianca e gelida sul collo, proprio in prossimità della giugulare. Sileree guarda sua madre e lei le sorride. In piedi, dietro di lei, sono schierati, sempre immobili, gli spiriti infernali, e tra loro, suo padre. “ Mamma...ma com è possibile che tu sia qui?” sua madre la guarda fissa negli occhi “ Sileree cara, sono cosi felice di vederti...sei cosi cresciuta..e cosi bella... Ma devi riportarmi indietro bambina. Devi riportarci tutti indietro al piu presto.” la donna le accarezza la guancia, è un tocco appena accennato, ma anche se cosi lieve, la ragazza intuisce che non è umano. “Ma che dici mamma, ti ho appena ritrovata, non posso portarti indietro, ho fatto tutto questo per salvarti”sua madre la guarda con occhi tristi “ Tesoro io non appartengo a questa realtà, e neanche queste anime che hai risvegliato. Non le vedi? Guarda i loro occhi, guardali. Hai fatto conoscere loro un mondo dove tutto è vita, e questa vita è per loro nutrimento e forza, uccideranno per sopravvivere e per rafforzarsi. Non puoi permetterlo Sileree. Riportaci nel mondo dei morti.” Sileree guarda gli spiriti, sospesi in un attimo prolungato, gli sguardi avidi e voraci rivolti verso di lei, l’unico essere in vita nella stanza. E poi suo padre, con quel mezzo sorriso diabolico sul viso deformato, lui non ha la nebbia dell’incredulità e dell’istinto che hanno gli altri, lui ha la scintilla dell’intelligenza, il suo cervello abile e calcolatore è ancora li, e non promette nulla di buono. “ Non posso riportarti indietro, non ho più la pietra rossa, la Maddalena non può funzionare.” Sua madre alza la mano e indica lo scarabeo, appoggiato alla spalla di Sileree “ Userai Horus. In lui c’è tutto ciò che ti serve per far funzionare la macchina” La ragazza ha un sussulto di sorpresa e, subito, istintivamente allunga la mano per proteggere l’animaletto “Horus? Ma..ma è impossibile!” Lo scarabeo si agita sotto le dita, riesce a liberarsi e si posa sulla gamba della madre “ Io ho creato questo scarabeo, per farlo ho usato alchimia e tecnologia, c’è potere in lui, in tutti i suoi piccoli ingranaggi. Grazie a lui potrai far funzionare la macchina, ma devi fare presto perché tra poco loro si risveglieranno. “ Sileree guarad sua madre che accarezza Horus; eccoli li davanti a lei, gli unici due esseri al mondo che abbia mai amato, e nessuno dei due è umano, entrambi appartengono a due realtà di cui lei, non potrà mai far parte. “ Che ne sarà di Horus? Lo perderò mettendolo dentro la Maddalena?” Negli occhi di sua madre scende un velo di tristezza “ Non lo so Sileree, puo darsi, ma puo darsi anche che si salvi” Sileree si sente invadere dal dolore, ma non solo, c’è rabbia e frustrazione dentro di lei “ Cosa devo fare? Dove devo far tornare la macchina? A che momento del passato?” La bocca cerea di sua madre si apre in un sorriso amaro “ Al momento in cui tutto ha avuto inizio, figlia mia. “ Sileree continua a guardarla e non è sicura di aver capito bene “ Quando tu ti sei ammalata?” La ragazza è confusa “ No. Pensa Sileree. Qual è stato quel momento preciso in cui il tuo futuro è cambiato? quale è stata la decisione che ti ha fatta arrivare qui, ora?” Sileree pensa, la decisione che l’ha fatta arrivare li... qual è... Nel frattempo sua madre ha preso Horus, l’ha posizionato nella nicchia e ha accesso la Maddalena che, con un sussulto, si è attivata. “ Coraggio Sileree, devi entrare tu, solo tu puoi cambiare il passato ed il futuro, perché tuo è il tempo, tue sono le scelte, noi non siamo altro che una conseguenza. Non siamo altro che inutili paradossi nella tua storia.” E Sileree capisce ,finalmente. Guarda sua madre un’ ultima volta. Poi si volta verso Horus, la cui dolce luce blu notte brilla all’interno della macchina. Stringe i pugni fino farsi diventare bianche le nocche, poi, trattenendo il fiato, entra nella Maddalena, che, con un ruggito meccanico, parte.
 
L’odore forte di sardine è ancora qui ed impregna tutto. Sileree è nascosta dietro il barile, Horus è dentro la tasca, sente il suo breve ronzio, una dolce melodia per le sue orecchie. Eccolo laggiù, il mercante. E’ questo il momento in cui tutto ha avuto origine, questo il momento da cambiare. Nessun cliente è ancora arrivato. Ma alla sua destra, ecco uscire dal tempio l’uomo dalla scatola magica sulle spalle, il primo cliente del mercante.
 

Niente vendite per te oggi, caro Jeremia.

 
La ragazza esce dal nascondiglio e si avvia verso l’uomo dalla scatola; ancora non lo sa, ma oggi, è il suo giorno fortunato.