Iscariah Trefoltar III

La simulazione delle onde era perfetta, sembrava di starci veramente davanti.
Anche il vento artificiale e la sabbia si sarebbe detto fossero reali.
Un panorama stupendo, finto ma stupendo. E poi, cosa c’era da puntualizzare… lui era un attore, a lui piaceva la finzione. Se non fosse stato così, non si sarebbe goduto niente di tutto quello!
Sorseggiando il suo cocktail, Iscariah modificò gli ingranaggi dei suoi occhi e gli occhiali scuri, da sole, sparirono per un momento, trasformandosi e prendendo la forma dei suoi normali occhi.
“Ebbene, mio caro Herald” disse lui, voltandosi verso lo strano gatto adagiato sul comodo sgabello al suo fianco, “cosa ne dici? Ci siamo meritati questo piccolo riposo, no?!”
Un sorso al bicchiere e una sonora ronfata dal crono-gatto.
“È stato un duro lavoro ma qualcuno doveva pur farlo! Ahhhhhh…”
E il sospiro chiuse la scena.
Dissolvenza.
Fine…?