Sileree Blacknight

Eccolo laggiù il mercante. Contratta lui, ma certo. Niente è gratis vero Jeremia?
La ragazza tira su col naso e si acquatta ancora di più dietro il grosso barile di aringhe affumicate posto sul lato sinistro del tempio. L’odore è forte, si appiccica ai vestiti e alla lunga treccia rossa. E ’da un po che osserva il carro delle mille sorprese di Jeremia DeepBottom e del suo aiutante. L’ha visto parlare con la vecchia brontolona dalla doppia faccia e con il signore dalla giacca di velluto e una strana cassa sulla schiena. Ma non si è ancora avvicinata. Ci vuole calma con queste cose. Ce ne vuole sempre quando si tratta di mercanti e mercanzia. Se non ci si presenta con un buon piano si rischia di fare un buco nell’acqua. E’ nascosta da tutta la mattina, ma non sente la stanchezza, gli appostamenti e l’attesa sono il suo pane quotidiano. Da un’occhiata al cortile del tempio, dove, nascosta sotto un mucchio di pattume c’è la sua Bimba: una motocicletta blu notte a tre ruote. Il serbatoio è rimasto leggermente scoperto, per cui si può facilmente vedere il foro a forma di stella dove vengono inseriti i pezzi d’argento, il carburante della Bimba; dal fondo invece spunta il piccolo corno dorato, lo sfiatatoio, dove esce il vapore. E’ stata dura rubarla, e soprattutto modificarla per renderla irriconoscibile; ma la ragazza sa il fatto suo, è brava in queste cose; l’aggiunta della terza ruota posta al centro , tra le altre due, è una sua piccola modifica, la rende più veloce. Nonostante tutto la motocicletta è ben nascosta dal pattume, nessuno la noterà. La sua attenzione torna al mercante.
Tra poco vengo Jeremia. Uuhm buono però questo odore di aringhe! Con il pane nero sono una vera delizia. Ma chi è che parla con il mercante ora? Aaah un uomo…… NO! Un altro Jeremia! Identico! E strilla come un matto!
La ragazza osserva l’intenso gesticolare del nuovo Jeremia che si avvicina all’altro. Poi i due iniziano a discutere.
Ma cosa nascondi li? Ah ecco! Ihihihih niente sfugge a me caro straniero dalle mille identità! Uff che hai ora maledetto Klaus?! Ti sei incastrato di nuovo…mi dimentico sempre di oliarti ed ecco poi cosa succedete!
La ragazza si sfrega insistentemente l’occhio destro; un luccichio argentato sfugge tra le dita lunghe e magre. Poi lascia andare le mani scoprendo un occhio metallico, tondo e lucido, ancorato alla pelle del viso attraverso piccole placche argentate poste tutte attorno al bulbo oculare. L’occhio si sposta frenetico da destra a sinistra e poi di nuovo a destra, in una danza incessante.
Ecco Klaus, ora sei bello pulito. Cerca di startene buono per favore.
L’uomo si è trasformato ora, in un tripudio di molle e rotelle, non è più il mercante, è un tizio dal pizzetto grigio. Jeremia gli allunga un piccolo oggetto; l’occhio percepisce i suoni che rimbalzano attorno e trasmette l’immagine di un insignificante fagiolo.
La gente ha richieste davvero bizzarre per te mercante.
Poi Jeremia e il nuovo arrivato spariscono dietro un paravento e lasciano solo l’aiutante. Questo è il momento buono per andare a trovarlo. Non troppo presto ne troppo tardi. La ragazza tocca la tasca destra del lungo cappotto blu che indossa, è quasi una carezza. Dalla tasca esce un leggero rumore di metallo sfregato, appena accennato.
Jeremia, Sileree sta venendo da te. Vediamo cos hai per me nascosto nel tuo carro.
“guarda ancora?”. Jeremia annoiato sulla sedia giocherella con l'enorme rivoltella. Preme il grilletto, con una mano ruba il suono e lo mette in tasca. Irrigidisce l'indice e consiglia alla pallottola di attendere paziente ferma a mezz'aria. Sceglie un obbiettivo, la sposta e con una piccola pacca le consente di riprendere la corsa. Quando un palloncino, quando un ramo lontano, quando una lattina abbandonata su un muretto. Ora sceglie un barile di aringhe e con uno schiocco di dita lancia il proiettile in corsa. “E' sempre lì...sembra si stia muovendo!”, gli risponde Vandel. Ridacchia Mr DeepBottom, “dimmi se centra la botte, e se si spaventa!”. Si stiracchia e fischietta indifferenza al cielo.
Il barile esplode. Schegge di legno e aringhe volano dappertutto proprio nel momento in cui la ragazza è uscita dal nascondiglio. Fa un piccolo saltello in avanti per sfuggire al volo parabolico di un’aringa piuttosto grossa.
“Per tutte le rotelle! C’è mancato poco!”
Il puzzo è terribile. Sileree si tappa il naso e si volta verso il carro di Jeremia.
Allora lo sapevi che ero qui, diavolo di un mercante!
Alza la testa e, con passo deciso, si avvia verso l’uomo bruno.
Si sistema la bombetta e allunga il sorriso, lisciandosi il pizzetto, fissando l'andatura indispettita di quella che sembra una bambina. “E' sicuramente una bambina, Signore”, sussurra il suo aiutante, “O una nana.” risponde il mercante. “Glielo dici tu, Vandel, che non c'è più Herald? Non ho voglia di raccapezzarmi con il piagnisteo di una mocciosa. Mandala pure dall'attore, visto che se l'è preso lui il gatto!”. Vandel sospira. “Ne parla come se lo avesse rubato, Signore, ma siamo stati noi ad averglielo affidato, ricorda?”. Sventola la manina da sopra il palchetto, “Siii, siiii! Basta che ci pensi tu a mandarla via se comincia a frignare!”
“Buondì Signor mercante. La ringrazio per il gentile Benarrivata che mi ha dato facendo scoppiare quel barile di aringhe! Non c’è che dire, lei ha stile, ma d’altro canto non ci si può aspettare nulla di meno dall’uomo dalle mille soprese no?” La ragazza fa un leggero sorriso sornione, mentre spinge la treccia dietro le spalle e, con un gesto quasi involontario, sposta la mano sinistra verso la tasca. L’occhio si muove repentino e scandaglia con minuzia tutto ciò che si intravede sul carro. “Mi permetta di presentarmi, mi chiamo Sileree Blacknight, e sono qui perché avrei bisogno di acquistare qualcosa da lei.” La mano si chiude attorno alla tasca. “Diciamo che, voci sicure, mi hanno detto che lei potrebbe aiutarmi a trovare ciò che mi serve”. La ragazza fa un passo avanti e si appoggia al carro con disinvoltura. “Mio padre è Richard Finley Blacknight, probabilmente ne ha sentito parlare, è un costruttore e mercante anche lui, come voi, solo che la sua merce è un tantino diversa, lui si occupa di macchinari sofisticati, simili al vostro gatto, per capirci. Bè, ora si sta occupando di un nuovo progetto, una gigantesca tigre meccanica, un gran bel lavoro a dirla tutta. Il problema in realtà non è il suo lavoro, è lui.” Sileree si avvicina ancora. “ Mio padre, caro Signore, è un idiota. Mi ha cacciata di casa solo perché ho rubato qualche cosina dal suo laboratorio. Cose da nulla credetemi… Comunque, il fatto è che da quando non ho più accesso ai suoi laboratori, ho difficoltà a trovare determinate cose… ” la voce della ragazza si abbassa di tono “ ho bisogno di qualcosa per aggiustare questo.” Così dicendo estrae dalla tasca un piccolo scarabeo meccanico; è bello e finemente lavorato, ci sono intarsi d’oro e d’argento lungo tutto il dorso a formare piccoli simboli; le zampette sono di cristallo nero, e si muovono pigramente sulla mano della ragazza. Sileree passa un dito lungo il dorso e lo scarabeo apre gli occhi e la guarda, producendo un leggero ronzio, quasi volesse parlarle.
Jeremia si affaccia dal palchetto. La faccia di Vandel compare al suo fianco, curioso. “Sembra uno steelball!”. Bisbiglia. “E' più grazioso di uno steelball, pare anche più gracile!”, gli risponde l'aiutante. Entrambi tornano a raddrizzarsi. Mr Bottom si accomoda ancora sul suo sgabelllino. Fa un cenno ampio con la mano, “poggialo pure, piccola Blacknight, poggialo pure sul palchetto!”. Sorride, ma non è sempre un bene quando Jeremia sorride. “E così, tu, sei la figliuola di quel farabutto di Finley?”. L'angolo destro della bocca di Vandel corse a disegnare preoccupazione sul viso. “Lo conosco eccome! Ma sei convinta che a me il suo nome giunga per fama?” la risata che gli cola dalle labbra non è delle più piacevoli. “eheheh , ma ti ha cacciato di casa, eh?” veloce il bastone nero si stende puntando al nasino della piccola. “Eppure farabutto lo è ancora, ne sono certo, ma certo non sono che tu non sia farabutta come lui e stia prendendomi per il naso!”. Con la punta del bastone costringe fermo l'elegante scarabeo, che provava a tornare nella sua tasca. “Non agitarti, piccolina, ma preferisco sempre risolvere in maniera schietta i miei dubbi prima di passare alle richieste vere! Se sei figlia di tuo padre, quel grande farabutto a cui insegnai tanto per farmi derubare di molti deliziosi progetti, capirai se mi tengo le mie riserve!”, “Dai retta, piccina!” le confermava con apprensione, Vandel.
Sileree guarda con disappunto il bastone di Jeremia che blocca il piccolo Horus. Ma il mercante non sa che lo scarabeo ha qualche trucco nella manica, come la ragazza; con un piccolo movimento dell’aluccia si sposta e, con la zampetta di cristallo, che tutto cristallo non è, recide la punta del bel bastone del mercante, liberandosi dalla sua presa. Poi con un balzo prende il volo, e si posa sulla spalla di Sileree. “Mi state forse accusando di essere un’imbrogliona Signore? Perché non lo sono, badate bene. Semplicemente prendo in prestito determinate cose, ma do sempre qualcosa in cambio. Non sono come mio padre io! Credete che non voglia pagarvi forse?” Sileree arriccia il naso e punta il dito contro il mercante “perché non è così. Ho qualcosa da offrirvi ovviamente, qualcosa che è appartenuto a mio padre e che io ho preso prima di venire via da casa.” La ragazza tira fuori dalla tasca un rotolo di pergamena legato da un nastro blu, chiuso da una stella dorata. “ Questo mio caro, è il mio pagamento. Il progetto più importante di Richard Finley Blacknight, e sarà vostro se mi aiuterete.” Poi accarezza lo scarabeo. “ Però prima ho bisogno che mi aiutiate con il mio amico qui. Dovete sapere che io e lui siamo legati, o almeno lo siamo stati fino a poco tempo fa. Tutto ciò che lui vedeva lo vedevo anche io, con questo” con la mano indica il suo occhio meccanico “ sono stati creati insieme, lui ed il mio occhio, due metà di uno stesso cerchio. Poi mio padre mi ha punita e ha reciso questo legame prima di cacciarmi via, togliendomi l’unico amico che avevo. Non so come abbia fatto, è un diavolo di uomo lui, ma sospetto che abbia tolto un qualche particolare pezzo all’interno di Horus. Ho bisogno di quel pezzo, mercante.”
Guarda l'animaletto tornare dalla piccola. “no buono.” sussurra l'uomo sotto la tuba. “Pagamento?”, Jeremia sbraita una grassa risata. “Tutto quello che mi offriri tu, piccola peste, io lo considererò un risarcimento per il torto che mi ha fatto quel farabutto caprone di Finley!”. Si alza e avvicinandosi al bordo del palchetto si colora di porpora. “Pagamento, cara, ingenua 'Night, sarà sempre e solo quello che propongo io.” Vandel, alle spalle del suo Signore, cerca di attirare l'attenzione della bambina. Con un timido rimbalzare di palmi prova a suggerirle di non osare più a proporre condizioni. Senza voltarsi il mercante si sporge per parlare più vicino al naso di Sileree. “Dai retta al buon Vandel o scoprirai che c'è di peggio del non vedere ciò che vede uno scarafaggio di vetro!”. Con il bastone dietro le spalle pesta i tacchi sui legni del palchetto, lo percorre avanti e indietro, in lungo e in largo. Lentamente recupera un colorito più gradevole. Su un tono pallido di pelle si ferma. “Sei...ti ha cacciata di casa, no? Quel cane malfidato, intendo. E, tu figlia di quel cane, credo ci abbia guadagnato una vita migliore. Nuove persone, nuovi amici, nuova casa...quel cosino...” indica lo scarabeo con la punta del bastone “sembra comunque esserti legato e affezionato. Puoi costruirti una lunga esistenza serena. Invece vieni da me, per giocartela in cambio dell'occhio di un insetto di vetro. Perché? Dimmelo e avrai il tuo pezzo e il suo prezzo!”.
E cosi vuoi la verità eh Jeremia? Non ti si può nascondere nulla. Guai a chi diceva che ci si può far beffe di te.
“Conoscete qualche leggenda sugli scarabei, Signor Jeremia? Sapete, lo scarabeo veniva considerato un animale sacro per gli egizi, l’animale della resurrezione. Ma non era solo questo, non tutti sanno che il dio dell’oltretomba, Anubi, lo utilizzava come tramite tra il regno dei vivi e quello dei morti.” Sileree guarda il mercante davanti a lei, che di cose e gente strana ne ha viste parecchie, è il suo mestiere “ Horus fa questo. Riesce a vedere le anime dei defunti e, grazie al nostro legame, anche io. Sapete cosa significa poter vedere e parlare con le persone che furono? Significa avere la possibilità di conoscere cose che, altrimenti, sarebbero perdute per sempre. C’ è una cosa che voglio e che solo parlando con un defunto posso avere: la Pietra Rossa del Diablo, appartenuta a Lord Carlos Resias, il più grande cercatore di tesori di tutti i tempi. Quella pietra può catalizzare qualsiasi tipo di energia, può far funzionare qualsiasi oggetto meccanico, e il mio caro padre la cerca da tutta la vita. E per cercarla ha sempre usato me, voleva che trovassi il fantasma di Lord Resias per sapere il luogo in cui è nascosta. Poi ho smesso di prendere ordini da lui, ho iniziato a cercare per conto mio, e lui se ne è accorto; e così, mi ha voluto punire togliendomi la mia capacità. Probabilmente intendeva restituirmela una volta passata l’arrabbiatura, ma io ho rubato i suoi preziosi progetti e così mi ha cacciato. Ora mi sta cercando, ovviamente. Ha ancora bisogno di me, ma non intendo tornare da lui. Voglio la pietra per me. Voglio far funzionare il suo più grande gioiello, ciò che ama più di chiunque, la sua macchina del tempo, e lo voglio fare prima di lui.” Le guance della ragazza si colorano di rosso dalla rabbia repressa e da una sorta di emozione lontana “Voglio tornare indietro nel tempo per salvare mia madre. Non c’è niente che desideri di più al mondo di questo. Pagherò ciò che volete. Non ho paura. La paura è per chi ha qualcosa da perdere, qualcosa a cui tiene. Io non ho più nessuno.”

Jeremia ascolta e mentre ascolta Soddisfazione tende i lineamenti del viso. Vandel annuisce e sa che tutto, per loro, andrà bene. “Cosa c'è di meglio, per un mercante scorretto come me che intromettersi nelle vendette altrui?” allarga le braccia e accoglie la pecorella raminga. “Quello che ti ha tolto tuo padre io te lo posso ridare!” sussurra inchinandosi verso la bambina. “Ma funzionerà solo se saprai odiare.” torna diritto e annuisce ampiamente con il capo. “Funzionerà solo se imparerai ad amare più la vita che togli di quella che lasci. Sei pronta a diventare un'assassina?”. Ridacchia. Vandel rovista tra la catasta di cianfrusaglie. “Gli oggetti sono solo oggetti. Una pistola è solo una pistola. Una spada è solo una spada. Eccetera eccetera eccetera.” blatera e blatera il mercante. “Ma gli oggetti sono quello che sono dipendentemente da chi li impugna, li manovra, li utilizza. Posso darti la chiave per aprire le tue porte, e molte di più di quante quell'esserino sia mai riuscito ad aprire!” indicava con sufficienza il coleottero. “Ma la chiave girerà bene dentro le serrature solo se saprai utilizzarla. Sarà inutile se ti ostinerai a mantenere anche solo un minimo di ritegno, contegno, buonsenso. Solo ai morti è consentito parlare coi morti. Solo ai morti è consentito viaggiare per le dimensioni. Solo ai morti e ai...demoni. Tu morta non sei!” Vandel porge una piccola ghiera d'oro e platino, taccata a intervalli regolari, ogni tacca un filo di bronzo. Ogni tacca un simbolo. Ogni simbolo uno zoccolo e un corno. Il mercante la spezzò in due perfette metà. “e potrai gestire anime e tempo, se vorrai. Ma ogni volta che aprirai quella porta, insieme a ciò che desideri passerà ciò che vorresti e chi vorresti ancora in vita, ricordatelo. Ricordati che sarai l'artefice di paradossi irrimediabili. Quei paradossi non troveranno mai un equilibrio da questa parte della porta, e impazziranno e ti odieranno per averli condannati. Cambierai tutto il tempo e la vita che vuoi, ma alla fine sarai la preda di cacciatori di vendetta, potenti e inarrestabili. Fermarli ti costerà moto caro. Sopravvivere ti costerà molto caro, forse troppo” fa spallucce “se vuoi posso montarvi le due metà della ghiera ora che sai tutto!”
Sileree guarda la ghiera e annuisce. E troppo tardi per tornare indietro, lo è da molto tempo ormai. Si può solo andare avanti, e il mercante lo sa, l’ha sempre saputo, fin dal primo momento che l’ha vista sapeva come sarebbe finita. Non è un benefattore lui, dà ciò che sa che gli renderà qualcosa. “E sia mercante. Accetto la tua offerta. Dopotutto, la vita è tutta un enorme paradosso, anche noi due qui e la nostra conversazione, lo sono. Sopravvivere è ciò che so fare meglio, sono brava a sfuggire alla morte, ma sono altrettanto brava a contrattare con essa, se ce n è necessita, arriverò dove devo arrivare. Quindi fate ciò che dovete, Jeremia DeepBottom Steampton, così che io possa iniziare la mia ricerca ”