Iscariah Trefoltar III

“IMPOSTORE!”
L’urlo giunse dalla folla, mischiato a tutto il chiasso ma chiaro e bello pimpante come un colpo di pistola a pochi centimetri dall’orecchio.
Quello buono ovviamente.

Un uomo si fece largo tra la folla, tra una spinta di qua e un “ehi tu, bada a dove metti le mani” di là. Ma lui sapeva bene dove mettere le mani: dentro al suo taschino.
Perché l’urlo non provenne da quell’uomo, no.
Provenne dal taschino.
Un gesto veloce e, a poca distanza dalla bancarella del Bottolaio, da quella stessa tasca, sbucò un ometto tutto tuba, occhiali e bastone.

“Sì… ho detto proprio con te, Jeremia! IMPOSTORE! IO… e dico IO sono il solo e unico Jeremia Deepbottom Steampton!
Eh sì, perché non era uno specchio quello davanti alla bancarella del Bottolaio. Erano un altro Vandel e un altro Jeremia.
E dalla tuba del nuovo scattò una derringer, scintillante come quella del vecchio.
La testa di Vandel si Inclinò a destra. La testa di Jeremia si inclinò a sinistra. Senza riportarle in asse i due si guardarono e un gatto d'ottone ronfava qualcosa di simile a "questo è davvero fico!"."Questo è proprio strano, Signore, non trova?""Questo penso anche io che sia proprio un affare curioso, mio carissimo Vandel"L'uno e l'altro sogghignarono. Il Signore del banchetto senza timore saltellò sul bordo del palchetto e guardò entusiasta la sua copia. "Rilevante. Davvero, davvero uno sforzo rilevante e un risultato eccellente!"Vandel ascoltava e batteva complimenti e ammirazione trai i palmi di mano. "Peccato..."porgeva un piccolo rimprovero con l'indice sinistro bello dritto dritto"Peccato per i particolari!" scuoteva la testa deluso da tanta disattenzione. "Sono importanti, altrocheno, signori miei! E' di mali particolari che falliscono soffrono i piani! Perché, vedete?, " indicava se e vandel al suo fianco, "Quello "vecchio" sono io, lui è quello giovane. Quello con la tuba è lui, io sono quello con la bombetta. Quello con la derringer è lui, io sono quello con il groooosso revolver sulle spalle!" E la lunga canna della pistola si poggiò sulla faccia del piccolo clone. "Ops!" sorrise, "Come si chiama questo, caro Vandel?".L'altro sorrideva e prendeva non una derringer in mano, ma un gatto d'ottone di nome Herald, per dar lui un poco di carica in più. Lo rimetteva sullo sgabello e quello ricominciava a ronfare divertito. "Stallo? Si riferisce a uno stallo alla messicana, Signore?""Ecco, si, ecco, proprio quello, si, ecco! Ma, ora, se Herald non foss'anche una comoda sveglia cronodimensionale, sarebbe uno stallo perfetto. Eppure altrove e prima d'ora, carissimo, io ho già premuto questo grilletto. proprio mentre sto parlando, la sua faccia è andata già in briciole e quel bambino dietro di lei è morto dello stesso proiettile."Si affacciò oltre la spalla del secondo jeremia per porgere le sue scuse alla madre che lo teneva in braccio, "Mi voglia perdonare o no, signora, sono cose che capitano quando si incontrano pressapochisti di simile forgia!" tornò sul suo rivale. "Una piccola garanzia che ci prendiamo ogni volta che qualcosa disturba. La vecchia con la motoretta di poco fa, ha presente? Ecco herald ha aperto e tenuto in sospeso un'opzione casistica in cui entrambi i grilletti vengono premuti prima che possa parlare, e tutto prima ancora che sbattesse sul banco con il suo trabicolo. Ma di solito proviamo a curiosare tra queste stupende intenzioni, prima di attivare la variante. Certo se sparaste a Herald si attiverebbero anche senza il nostro consenso e se sparaste a noi in un batter di ciglio questa folla guarderebbe i vostri cadaveri e quello di un bambino finir di perdere le ultime gogge di sangue caldo per terra e sul seno di una madre disperata." ridacchiò. "Che mi dice? Affrontiamo un futuro curioso e leviamo le ditina dai grilletti, o diamo una bella sferzata al vostro futuro?"
E aggiunse "per dirla tutta: non ho voglia alcuna di discutere su chi sia o meno il vero jeremia. Mi interessa discutere su quale dei due jeremia continuerà a portarne il nome sulla pelle di questo mondo. Dal momento che un passato da morto vi aspetta già, tanto vale che rendiamo a questo tentativo una trattativa entusiasmante, no?"
“Stallo? Ha detto stallo, mio caro Vandel?” e l’ometto ruotò di poco gli occhi per incrociare quelli del compagno.“Ha detto stallo, sì” rispose lui con tono annoiato.“AHA! Ma non vi passa nemmeno nell’anticamera del cervello che abbia previsto tutto questo? Mi reputate così stupido da non aver preso nessuna misura di sicurezza per questa eventualità? …rispondi tu Vandel, per loro suvvia. Sono solo copie, d’altra parte, la loro capacità di ragionamento è sicuramente inferiore alla nostra, che siamo gli originali… ricordiamolo!”L’ometto continuò a tenere salda davanti a sé l’arma, fissa alla testa della sua controparte.Vero anche che pure quella dell’altro era puntata alla sua testa.“Io so quali sono le mie debolezze, mio caro Jeremia, brutta copia” continuò a parlare. “E dir che di debolezze ne ho molte poche ma tant’è… Vedete quei cornicioni alle mie spalle?”Nessuna attesa di risposta.Il suono della sua voce era troppo bello per ascoltare il silenzio.“…beh, lì sopra sono appostate due Brenbolla Arcuate, con tanto di rete frangi-dudy. Ottime per la pesca al salmone, vero, ma migliori ancora per la caccia di precisione. Una mossa e siete fregato!”Un sorriso di soddisfazione comparì sul volto dell’ometto.Cosa che durò giusto pochi attimi, interrotto da un trillo di un apparecchio acustico a lunga gittata.“La vostra tasca suona…” disse prontamente Vandel.“Lo sento da solo, Vander…”Jeremia deglutì mentre il suono continuò incessante a provenire dalla tasca della sua giacca.“…che faccio, tregua?” rivolgendosi al Jeremia dall’altra parte del banchetto.
Annoiati, l'uno si grattava sotto la tuba l'altro sotto la bombetta. "Van!" disse la figurina sul palchetto "sto stallo m'annoia."il Vandel al di qua del banco, utilizzò la canna della derringer per grattasi il collo. "Già," disse, "mi aspettavo qualcosa da...scacchisti più esperti, ecco, Signore!"Il Jeremia titolare, stanco del peso del revolver, lo utilizzò come appoggio. Scosse la mano in direzione della tasca sonante dell'antagonista. "Risponda a quel coso, per carità. Ma faccia in fretta. Il timer di Herald è impostato per un limite abbastanza largo ma non per sempre." Si immobilizzò e sorrise. "Però cavoli, chiunque sia l'originale," rise sincero "e mi frega veramente poco scoprirlo, siamo un bello spettacolino per questa gente eh! Rinnovo i miei complimenti. Idea, progetto e ingresso da sballo!" Con una smorfia ad arco sul viso Vandel confermava il "niente male!". Herald ronfava nel suo sgabello. "Su su, risponda, diamine, mi indispettiscono le interruzioni dei teatrini, si liberi di questo molestatore!"
“Grazie, allora rispondo…”Il trillo del comunicatore continuò senza tregua.Veloce la mano nella tasca, un’alzata di antenna ed ecco in linea con chissà chi.La derringer sul fianco trattenuta con l’altra mano ora era tutto tranne che minacciosa.“Pronto? Sappiate che state interrompendo uno stallo, quindi regolatevi!”“…”“Ah, siete voi… Sì. No. Sì, sì, non c’è problema. Direi che per domani lo stallo sia già passato, sì.”“…”“Che ha questa voce che non vi va bene? Sono nella parte, un po’ di rispetto per l’attore più chiacchierato del momento, no?!”Vandel, fermo immobile, non tradì nessuna emozione.“Perfetto, a domani agli studi. Graaaaaaaazie!”Eeeeee click!Un pulsante per chiudere quella piccola recita.Jeremia sorrise davanti alla sua copia sputata lì davanti.“Mio buon Jeremia copia… suvvia. Ci siamo divertiti, no?!”Si voltò verso Vandel, una misera alzata di spalla, buona per essere rimproverata con un colpo della canna della derringer.Di nuovo verso il Bottolaio, sfoderando il suo sorriso migliore.“Jeremia Deepbottom Steampton, voi siete il solo e unico” e dicendo ciò iniziò a mutare.Una serie d’ingranaggi spuntò da quello che era il piccolo uomo e da quello più grande alle sue spalle.Una serie di mulinelli, viti e leve che iniziarono a incastrarsi come fossero un complicatissimo puzzle.Pian piano tutte le rotelle girarono al proprio posto, ricomponendo l’esserino alla forma di Vandel e trasformandolo in qualcosa di nuovo.Una persona nuova.Pizzetto grigio su un volto allungato. Due ciuffi poco sopra alle orecchie che lo facevano assomigliare terribilmente a una forma triangolare.“Eccomi!” disse il nuovo personaggio presentandosi. “Il mio nome è Iscariah Trefoltar III!”Dalla folla una giovane ragazza proruppe con un mezzo urletto “Ma è Iscariah, quell’attore famosissimo di Anche le viti piangono!” E poi svenne.A poco a poco, dietro il nuovo personaggio si radunò una piccola folla.“Buoni, buoni…” disse lui e tornò a voltarsi verso Jeremia. “Eccomi, scusate per la precedente recita ma… volevo entrare nella vostra parte!”
E uno poggiato su un enorme revolver, l'altro son una derringer piantanta sulla nuca che aveva smesso di grattare, ammirarono stupiti e entusiasti i tassellini nuovi prendere posto sul volto di Vandel. Jeremia agitò presto una mano per imporre fretta anche al suo aiutante."Presto presto, rastaman, spegni iquel dannato timer, questo è un cliente prezioso!"e in silenzio tornò a sorridere alla magia di meccanismi che prendevano forma nuova. "Oh Cielo che non mi vuoi con te!" esclamò. "Ma a quale maraviglia sto assistendo!""E quali colpi bassi sta disegnando, Signore, leggo con piacere i suio pensieri, mi permetta!""Permettiti, stavolta, Mio caro Vandel, perché questo sarà un mercato tra i più spettacolari mai portati in piazza prima! Quanti pianti regaleremo grazie a questo maraviglioso portento!"Si agitò sul palchetto come un bambino di fronte allo zucchero filato. "Presto! Presto! porta un sedia e un té caldo al cliente! Presto! Presto!"rimbalzando siu piedini calzati di nero, sorrideva e applaudiva al muta forma. "mi dica, mi dica, mi dica! su! su! già saprei che affare proporgli, ma sarebbe scortese e infantile prima non scoprire quale sia il suo desiderio."Poi indicò il cielo con entrambi gli indici."Farò di più, mooolto di più!"Vandel porse una sedia e del buon té caldo. "Ma sssssieda, ma bevvvvva, La preghiamo! E dicevo, il suo desiderio sarà il suo pagamento, se la mia proposta le farà gola, sarò io a pagarla con il suo ninnolo preferito!"
Iscariah guardò la sedia. Dozzinale per uno della sua caratura ma era pur sempre vero che un artista doveva essere tale in tutto per tutto e affrontare le difficoltà poste sul proprio cammino.Si adagiò sulla sedia.Con la mano fece segno al gruppo di fans alle sue spalle di allontanarsi.Nessun risultato.Gli ingranaggi della sua mano mutarono in un piccolo fucile a canne mozze che esplose un colpo tra la folla.A salve, naturalmente ma loro non potevano saperlo.Le urla furono utili per dissipare la piccola folla.“Beeeeeeene” disse voltandosi di nuovo verso il Bottolaio, “torniamo a noi. Un collega mi ha detto che potevo rivolgermi a voi per un piccolo… diciamo così, problemino!”Si schiarì la voce e si lisciò il pizzetto.“Il mondo dello spettacolo è duro, potete immaginarlo Sig. Deepbottom. Queste modifiche al mio corpo sono state necessarie per elevarmi al di sopra dei miei colleghi però, però, però…”Una piccola pausa, teatrale e a giusto effetto.La voce dell’attore si fece bassa mentre il suo corpo si avvicinò a quello di Jeremia.“… però, da quando ho iniziato a modificarmi illegalmente, non sono riuscito più a tornare alla mia vera forma. La mia immagine originale è sparita dal database quindi sono un attore intrappolato in una parte infinita, senza poter più tornare al principio.”Un sorriso sincero.O interpretato, chi poteva capire la differenza con questo attore così bravo.“Potete aiutarmi?”
Il piccoletto osservava da vicino il viso dell'attore e lisciava il proprio pizzo, il lungo pizzetto appuntito. "Adorabile la perfetta superficialità con cui tratta questo branco di omini adulatori e cagnoline in estro. Interessante il suo problema!" Si rilassò sulla spalliera della sua piccola sedia e allargò le braccia "Ma chiamarlo problema, Cielo non mi voglia mai, è esagerato per mercanti come noi!" Torno sulle ginocchia "Chiamiamolo semplicemente intoppo, difetto, un piccolo malfunzionamento e io so sempre rimediare ai malfunzionamenti!"vandel frugava rumorosamente dentro la catasta di chincaglie e al slensio del suo signore rispose con un sonoro "trovato!".Sulla sua mano il ninnolo di platino era assi piccolo. un fagiolino lucido. Jeremi dovette utilizzare entrambe le manine per reggerlo. "Questo, Carissimo, è un MemnoBean, una rarissima platinum edition. Funziona per le meccaniche come la memoria funziona per l'uomo: Concede un ricordo, recupera dati e costruisce un ponte tra macchina e coscienza di chi la utilizza. L'impianto sarà assai doloroso, altrocheno! ma passerò in fretta e i soi congegni avranno la sua memoria, recuperando l'essenza e la forma di ciò che è, senza però limitare il potenziale magnifico che ha installato sul suo corpo! Che gliene pare?"
Guardò quel piccolo affarino luccicante con sguardo interessato.“Direi che è proprio la cosa che fa al caso mio!”La sua mano corse in fretta verso l’oggetto ma si fermò all’istante.“…ma so anche che voi non siete famoso per la vostra generosità. Qual è il suo prezzo? E non intendo monetario, suvvia. Coi miei soldi potrei ricoprire il vostro banchetto tanto da farvi perdere nei preziosi. Intendo il pagamento vero e proprio.”Iscariah lanciò uno sguardo verso il Bottoliao. Un’intesa tra i due.Lui sapeva che le maledizioni di Jeremia erano famose in tutto il mondo emerso dal vapore… e oltre.
E lungo e tanto lungo fu il sorriso del mercante. "Oh, non mi aspettavo certo di poter abbindolare un uomo come lei. Eppur le sfugge il sapore di quanto le ho detto pocanzi. Questo non sarà un suo acquisto, le ripeto, ma il mio pagamento per un suo servizio."Porse il MemnoBean e attese.
“Intereeeeeeessante!”Un sorriso si allargò sul suo volto. Alcune piccole rotelle modificarono per un attimo la sua bocca facendola arrivare fino all’attaccatura delle orecchie. Un piccolo ricordo di una sua vecchia parte.La sua mano, prima fermata, ora proseguì fino all’oggetto.“Posso vantarmi di essere il primo ad esser stato pagato dal Bottolaio invece del contrario.“Ditemi dunque, sono tutto orecchie. Ma prima, sarebbe meglio appartarci in altra sede, non vorrei che orecchie indiscrete di miei ammiratori potessero ascoltarci!”E con una risata passò la palla a Jeremia.
"Passi pure oltre il banco, il caffè da questa parte è migliore!"un piccolo paravento si eresse nascondendo un piccolo tavolo con due tazzine e due comode sedie. "Vandel, pensaci da solo per qualche minuto!"