Voodoo o non voodoo (di MasMas)

La ragazza con la maglia legata in vita e gli shorts rosa si girò verso il ragazzo allampanato con gli occhiali neri che teneva per mano. Le lentiggini sul nasino all'insù si arricciarono per un sorriso: "Guarda!" e indicò più avanti lungo la strada: "Leggi l'insegna? The voodoo lodge!"

Quello si aggiustò gli occhiali sul naso: "Uh, ci vuoi andare?"

Lei scostò i capelli bondi: "E certo! Siamo in vacanza a New Orleans, non possiamo non andare in un negozio voodoo." e cominciò a tirarlo.

Entrarono. Dentro i muri erano costellati di gadgets: dalle magliette alla bigiotteria con teschi e serpenti; dai libri e le illustrazioni sulle voodoo queen ai pupazzi, giocattoli e modellini di donne di medicina e uomini col cilindro e la faccia dipinta a teschio; da pelli di serpente e coccodrillo a cioccolate e patatine, cd musicali, parrucche e costumi.

Alcuni avventori, turisti a giudicare dall'abbigliamento, si aggiravano tra le cose.

Il ragazzo e la ragazza si guardarono intorno. Lei sorrise: "Bello!"

Lui corrugò la fronte: "Beh, sì, un po' pacchiano, come tutto qui."

"Tu non ci credi?"

"Alle streghe? Ma dai, sei ancora una bambina."

In fondo al negozio, dietro un bancone di vetro, una donna di colore con una massa di ricci con un ciuffo colorato di viola e due grandi orecchini fatti di ossa penzolanti, strizzata in un busto anni venti, gli sorrise: "Benvenuti! Se avete bisogno chiedete."

La ragazza si tirò dietro il ragazzo fino al banco: "Salve! Ma voi parlate francese!"

"Oui, siamo in Louisiana."

"Bello qui! Ma non è che avete anche autentiche sostanze per pozioni e incantesimi?" rise: "Potrebbe servirmi un rifornimento."

Quella gli sorrise: "Ma certo. Qui è tutto autentico. Dalla tradizione originale di Marie Laveau." poi fissò il ragazzo.

La ragazza venne attratta da un depliant sul banco e lo lesse: "Bello! Che carini questi fermacapelli con il teschio!"

Il ragazzo sorrise: "E avete anche i filtri per fare le fatture?" disse agitando le dita in avanti.

La donna allargò il sorriso: "E anche quelli per fare innamorare un ragazzo giovane e carino come te." e schioccò un bacio: "Se vuoi li proviamo insieme."

La ragazza alzò lo sguardo sulla donna: "Come? Beh, me li fa vedere questi ingredienti?"

La donna non spostò lo sguardo ma si chinò e prese da sotto il banco un grande espositore con tanti piccoli scomparti pieni di erbe, bacche, polveri, liquidi in boccette, creme e cose essiccate. Fece l'occhiolino al ragazzo: "Ecco qua. Queste sono le basi per fare filtri e pozioni."

Il sorriso del ragazzo divenne ebete.

La ragazza tornò a sorridere come una bambina: "Wow!" disse congiungendo le mani. Prese timorosa un ciuffo di erba e lo mise nel palmo della mano. Poi un pizzico di polvere gialla e una bacca, un po' di una fogliolina secca e strizzò tutto tra le mani.

Intanto la donna sussurrò: "Noi streghe voodoo siamo molto generose con i nostri uomini."

La ragazza sibilò: "Igitus baccar suspendia vitae." e soffiò dentro il pugno la sostanza in faccia al ragazzo, che ebbe un breve sussulto poi rimase impietrito così, con gli occhi spalancati.

La donna corrugò la fronte e disse: "Ehi!"

La ragazza la guardò, mentre apriva le braccia e i capelli cominciavano a volare, gli occhi le si ribaltavano all'indietro e una nebbia gelida cominciava a soffiare dal basso.

La donna spalancò gli occhi: "Ma che fai!"

La luce si abbassò come se fosse arrivato il crepuscolo mentre una luminescenza lattiginosa saliva dal basso. Tra le mani e i capelli della ragazza cominciarono a prodursi scintille azzurre. Il suo volto ora impassibile disse: "Noi invece siamo del Sabba delle rocce e delle tempeste del mare del nord. E siamo molto gelose dei nostri uomini. Igitus carbonis fulminatio!"

 

La porta del negozio si aprì e ne uscì la ragazza che si tirava dietro il ragazzo rigido come una statua. Chiuse la porta e schioccò le dita. Lui ebbe un sussulto poi la guardò: "Ehi, ma che… non dovevamo entrare?"

Lei sorrise come una ragazzina: "Ho cambiato idea. Torniamo a quel negozio di magliette, voglio comprare quella con la faccia di quel signore nero con la tromba, è così buffa!"

"Armstrong," disse lui girando gli occhi al cielo: "Possibile non lo conosca? Sei proprio una bambina."

Lei lo prese per la mano. Lui saltò: "Ahi! Mi hai dato la scossa! Ma quanto sei elettrica."

Lei lo tirò per il braccio: "Eddai, vieni?"

"Arrivo, arrivo."

 

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