Apocalisse 2 - La fine di Suppamma (di MasMas)

Sulle guglie più alte della cattedrale un volto di pietra prende vita e parla: "Quando uno stesso uomo in uno stesso giorno…"
Anche una statua alata col volto animale si muove. La bocca si allunga e si biforca, divenendo due proboscidi che parlano alle sue stesse orecchie: "…Avrà come unico destinatario delle proprie parole sè stesso…"
Un'altra statua si anima e emette alito verde: "…Bestemmierà i propri padri terreni e spirituali…"
Una si gonfia di muscolatura deforme: "…Si reputerà il solo salvatore di tutti i suoi simili…"
A un'altra crescono zanne e artigli lunghi come i suoi avambracci: "…Indugerà in comportamenti ferali e irrazionali…"
A una statua le braccia si sfilacciano in decine di tentacoli sottili: "…E ruberà al debole per il solo diletto…"
La testa e i cinque gargoyle concludono all'unisono: "Allora l'umanità avrà raggiunto il punto di non ritorno, noi ci sveglieremo e la divoreremo."
La testa scoppia a ridere mentre i gargoyle si staccano dalla pietra e volano via.

Nella sala con angolo cottura c'è un uomo seduto al tavolo, davanti a una tazza di latte colorato in cui toccia biscotti presi da una scatola. Sul tavolo un barattolo arancio e tanti vasi pieni di tisane.
Suona il campanello. Il ragionier Betti, con la camicia a scacchi e gli occhiali neri, si pettina i capelli con la riga a destra: "Ma chi…" chi è a quest'ora?
Va a guardare dallo spioncino: una zazzera di capelli raccolti indietro con un elastico, un naso adunco in una faccia pallida, due occhi stretti nel pianto, un maglione rosso e jeans a zampa.
"Porca…" gli scappa.
Bum bum bum. Tre pugni da fuori.
Dalla porta che da sulla camera arriva una voce anziana: "Giulio, chi è?"
Giulio apre la porta: "Nessuno mamma. È il mio collega, andiamo al lavoro insieme, è arrivato prima. Stai a letto, usciamo subito. Ciao mamma."
"Giulio… ma… ciao."
Il tizio spinge ed entra molleggiato. Parla con voce in farsetto, a singhiozzi: "Oh, a Paolone non mi fa credito."
"Aspetti, ma lei chi è?"
"Ha detto che o gli porto il grano o mi taglia le dita!"
"Ma che vuole? Se ne vada!"
Cadono lacrime: "Oh, mi son cagato addosso! Adesso devi proteggermi!"
"Giulio, ma chi è?"
"Niente mamma, usciamo, ciao!" poi abbassa la voce: "E tu parla piano! Come hai fatto a riconoscermi e a trovarmi?"
Il tizio abbassa la voce: "E devi darmi qualcosa per tirarmi su. Ormai svengo!"
"Parla piano! Qui ci sono solo delle gran tisane di mia madre. Senti, adesso sistemo poi usciamo, ok?"
Giulio prende la tazza, va fino al lavello e la lava.
Shhhttt! Si sente. Giulio si gira di scatto: "Che è?"
Il drogato è fermo ma sotto il naso ha uno sbaffo marrone. Il pianto è diventato un sorriso ebete.
"Cos'hai fatto? Hai… sniffato…"
Quello si butta verso il tavolo: "Oh, bono 'sto Ovomaltina!" Prende manciate di tisane, erbe aromatiche, tè e le caccia nel barattolo arancio.
Giulio tenta di fermarlo: "Che fai!"
Il drogato arraffa finché può: "Oh, è 'na bomba 'sta roba!" Prende una manciata di polvere e aspira forte: "Mo sto bene! E chi lo credeva!"
Giulio lo prende per un braccio e tira: "Fuori, fuori!"
Raccatta uno zaino verde e escono per le scale fino in strada. Davanti al portone c'è una graziella rossa malandata. "È la tua?" Chiede al drogato.
Annuisce: "Sì sì! Sì! Sissì!"
"Beh, adesso io devo andare a lavorare…"
Uuueeeooo! Passa una macchina della polizia.
"…ma ti prometto che poi pensiamo a Paolone."
Ueeuueeeuuuooouo! Altre due auto e una camionetta.
"Ma che mi frega di Paolone! C'ho l'Ovomaltina…"
Neeenoooneeenooo! Due ambulanze tornano indietro.
"…mischiata alle tisane della mamma fai rinascere i morti! Uhuuhuuh!"
Neeenoooneeenooo! Sirene in lontananza.
Giulio guarda lontano: "Ma che succede?"
"Boh, stamattina era tutto così; morti, distruzione."
Gli mette una mano sulla spalla: "Senti, il fatto che mi hai trovato è un altro segno del destino: tu sei il mio aiutante prescelto. D'ora in poi ti chiamerai: Drogato! Adesso andiamo, caricami in bici e portami a vedere. Il 37 bis non è un mezzo abbastanza agile per un supereroe. D'ora in poi ci muoveremo con la Suppabike!"
"Oh yeah! So' carico come un asso di briscola!"
Giulio tira fuori dallo zaino il passamontagna, la tuta e gli occhiali e si trasforma in Suppamma. Guarda Drogato: "Tu però dovresti mascherarti…"
Drogato toglie l'elastico dai capelli e la sua faccia sparisce dietro la zazzera. Monta in bici e infila il barattolo arancio nella cintura. Suppamma salta in piedi sul portapacchi e alza il pugno al cielo. Drogato spinge come Pantani al gran premio della montagna.
"Yeah! Mi sento Mich sull'acquascuter!" Grida Suppamma mentre ondeggia sotto gli svarioni della bici.
Procedono fino all'incrocio col viale. Un'esplosione lontana, verso destra. "Di là." Indica Suppamma.
Un'ambulanza li incrocia in senso opposto. Ci sono due auto incidentate, con i guidatori morti dentro. Una gelateria ha davanti cinque cadaveri di ragazzi sanguinanti da squarci e tagli. In una piazzetta, quattro anziani attorno a un piccolo cantiere sono a terra, smembrati. Suppamma sussurra: "Qui è l'apocalisse."
Man mano che avanzano le scene sono sempre più frequenti. Gente morta squartata, incidenti, gruppi di persone con arti strappati, teste mozzate.
Drogato sniffa. Suppamma lo rincuora: "Stiamo andando nella direzione giusta, la violenza aumenta di continuo."
"Che culo." bisbiglia quello.
Suppamma indica eccitato: "Il viale porta al parco, quello del nostro incontro. Un altro segno."
Arrivano ai cancelli. Davanti, tre auto della polizia, diverse auto e decine di cadaveri. Alcuni sono tanto smembrati da rendere difficile capire a quali corpi appartengono gli arti. Una testa di una donna incastrata tra una gamba e un busto li fissa con occhi spalancati, sottosopra, con ciocche di capelli biondi appiccicati dal sangue sul volto.
Shhhttt! Drogato tira: "Ehehe!" ridacchia.
Suppamma alza il pugno in avanti: "Tocca a noi, alla carica!"
Drogato parte sgommando, Suppamma deve reggersi con due mani.
I vialetti alberati contornati di aiole e fiori sono cosparsi di morti. In fondo alla via che stanno percorrendo si intravede una radura dove diversi sentieri si congiungono. Da là alcune grida, fumo e nuvole di fuligine.
Quando arrivano, il prato è vuoto. Il fumo viene da un albero che brucia e da un lato ci sono alcune aiole carbonizzate. Drogato ferma la Suppabike e i due salgono sul prato: "Qui è successo qualcosa." sussurra Suppamma, poi alza la voce: "Dove sei? Vieni fuori se hai il coraggio!" Grida: "Vieni fuori!"
Una voce è un sibilo: "È lui."
Una voce roca è molto vicina: "Sì, è lui!"
Suppamma si guarda intorno, guarda Drogato che ricambia facendo spallucce: "Oh, sembra vicino ma io non vedo nessuno."
"Siamo qui!" dice il sibilo: "Giù."
Suppamma e Drogato guardano per terra. Suppamma fa un salto indietro: "Ah! Ma che siete?"
Tra i suoi piedi, cinque gargoyle, alti dieci centimetri, lo guardano.
Drogato sorride: "Oh, va se son piccoli!"
Suppamma si china: "Ehi, ma avete fatto voi tutto questo casino?"
Uno dalla cui bocca esce un alito verde gracchia: "Lui sarà l'ultimo, dopo tutti gli altri."
Un altro dalle muscolatura deforme grugnisce: "Ma quest'altro no, distruggiamolo."
Drogato strabuzza gli occhi: "Ehi raga, perché mi fissate?"
Suppamma si mette in mezzo: "No, lui è con me, garantisco io."
Un gargoyle con enormi zanne ruggisce: "Ah, ok."
Un altro con filamenti neri al posto delle braccia sibila: "Allora chiamiamone altri."
Quello con le bocche lunghe comincia a emettere una cantilena, che si diffonde lontano.
Drogato si irrigidisce, lo sguardo diventa vitreo, sorride ebete. Suppamma chiede: "Che c'è?" ma non ottiene risposta. Lo prende per le spalle e lo scuote: "Ci sei? SVEGLIA!"
Intanto alcune persone si avvicinano, due da dietro degli alberi, due gruppi da due vialetti opposti.
"Ehi gente, è meglio andiate via." ma quelli ormai sono sul prato. La cantilena cessa. La gente si scuote, si guarda in giro come si fosse appena svegliata. Notano Suppamma e Drogato, si guardano, bisbigliano.
I gargoyle saltano in aria battendo le ali.
Suppamma cerca di acchiapparne uno: "Ehi! Ferma!" ma gli schizza tra le mani.
Il gargoyle con zanne e artigli si avventa su un signore basso dai capelli grigi. Lo colpisce all'addome e lo morde una, due tre volte in un secondo. Schizza sangue. Il tizio si guarda la pancia: "Ah!" e tenta di agguantare il mostro senza successo. Grida ancora, indietreggia, cade e non si alza più.
Due donne vicine urlano, altri si allontanano.
Quello sfuggito a Suppamma raggiunge altre persone. Arrivato al volto di un pelato palestrato gli vomita contro una nube verde, e prosegue il volo inondando una ragazza in canotta e un ragazzo occhialuto. I tre si ritraggono tenendosi il volto, la ragazza si piega in ginocchio. Il pelato grida, poi cade contorcendosi. Il ragazzo si inarca sulla schiena poi la pancia gli scoppia come una caffettiera da cui ribollono viscere.
Suppamma fa a tempo a dire: "Merda!" che anche gli altri gargoyle scelgono bersagli. Il muscoloso agguanta mani, piedi, organi e teste e le separa dal resto del corpo. Quello dei tentacoli li conficca nelle carni e quando li estrae tira fuori fiotti di sangue, tessuti, cartilaggini e ossa triturati e sminuzzati. Il gargoyle dalle due bocche lunghe passa di testa in testa sussurrando alle orecchie delle persone: una grassona spalanca gli occhi sul nulla poi si pianta le mani nella ciccia finchè non riesce a bucare e tirare fuori manciate di grasso giallo.
Chi non è ancora stato colpito grida, fugge, cade nel panico o un insieme delle tre cose.
Suppamma rimane a bocca aperta: "Questa è…" è la cosa più terrificante che abbia mai visto. Poi si scuote: "Dobbiamo fermarli!" grida.
Shhhttt! Tira su Drogato: "Certo. E come?"
Suppamma prende lo zaino dalle spalle: "Batman ha la batcintura, io ho il Suppazaino!" Infila la mano e fruga: "Ma soprattutto spero nel Suppaculo! Vediamo cosa il destino ci riserva."
Estrae uno scacciamosche: "Ehi, giusto! Questo prendilo te." dice appioppandolo a Drogato.
"Oh, ma sei scemo?"
"Sniffa e attacca!"
"Agli ordini!" Drogato tira una manciata di Ovomaltina addizionata. Si alza su una gamba e allunga il braccio destro con lo scacciamosche in avanti: "Posizione del Guerriero Dragone Pandamask!"
Suppamma sorride: "Il mio..." Il mio ragazzo, ha già imparato tutto.
Caccia la mano nello zaino e tira fuori un pacchetto di caramelle: "Ah ah!" e parte verso un gargoyle.
Drogato raggiunge quello coi tentacoli neri che sta estraendo interiora. "Ouaaa!" grida in farsetto e sferza lo scacciamosche attorno al gargoyle.
Quello si gira verso di lui, ritrae i tentacoli poi tenta di attaccare un altro tizio.
Drogato gli salta davanti: "Shua doo!" e con brevi colpi di scacciamosche devia la traiettoria degli attacchi.
Suppamma è accanto al gargoyle con l'alito verde. Tira fuori una manciata di caramelle. Appena il gargoyle apre la bocca gliene ficca quelle che riesce in gola. Quello traballa nel volo, cade tenendosi il collo e si contorce tossendo.
"La caramella balsamica del pescatore superextrastrongplus e per un po' l'alito sarà migliore."
Fruga ancora nello zaino e tira fuori un mangiacassette: "Buono!" Accende e alza il volume: parte "Like a yo-yo". I gargoyle si fermano. Quello con le bocche lancia un grido acuto, atterra e si tappa le orecchie. Un signore di mezza età che si stava strozzando smette e grida: "No! Sabrina Salerno no!" Perde lo sguardo fisso nel vuoto e ne assume un di terrore. Corre via.
Suppamma ansima: "Sì lo…" lo so, è durissima, amico, ma così sei salvo.
Molti altri riescono a fuggire. Il gargoyle muscoloso è il primo a tentare un inseguimento ma Suppamma gli salta davanti brandendo un contenitore di plastica, che apre per intercettarlo. Quello ci finisce dentro: "Lo sapevo che…" questo pezzo di taleggio dell'anno scorso sarebbe tornato utile, altro che buttarlo.
Suppamma lascia cadere la scatola, nella quale il gargoyle si è invischiato nella pasta gialla e verde. Ride: "Ah ah ah, li stiamo tenedo a bada! La gente è scappata quasi tutta!" poi tira fuori dallo zaino una bambola di Big Jim bagnino: "Avanti così!"
Ma arriva un rumore: un elicottero si avvicina veloce. Appare: ha la scritta polizia sul fianco. Suppamma si sbraccia: "No, andate via!" ma il fragore copre già ogni suono. L'elicottero si posiziona venti metri sopra di loro.
Il gargoyle con le lunghe bocche schizza verso l'alto e lo raggiunge. L'elicottero ondeggia, vira deciso verso destra e si schianta tra gli alberi. C'è un'esplosione e una lingua di fuoco si alza in cielo.
Suppamma lascia cadere le spalle e guarda il cielo: "Dannata stupidità umana…" contro di quella non c'è rimedio.
Drogato è concentrato a tenere a bada i colpi del gargoyle: "Oh uooo! Ma che dici! Vuoi un tiro? Hadooo!"
Intanto il gargoyle con le bocche lunghe, in cielo, emmette ancora quella cantilena sottile che si ode anche sotto le note di "Boy oh boy". Da alcuni cespugli, da dietro degli alberi e dal fondo di un vialetto fanno capolino alcune teste di persone, con occhi e bocche spalancate. Si avvicinano in trance.
Il gargoyle con le zanne si lancia verso un uomo uscito da sotto un cespuglio e gli perfora la carotide con una unghiata. Un urlo e stramazza al suolo.
"Non ce la farete mai." sibila il gargoyle dalle bocche.
Suppamma lo guarda: "Ma cosa volete da noi? Maledetti!"
Quello si avvicina: "No, sei tu maledetto. Tu ha dimostrato di essere il concentrato di ogni umana debolezza."
"Ma se sono l'unico in grado di tenervi testa!"
"Il tuo agire virtuoso non basta a coprire la tua vera essenza, che concentra in sé tutte le perversioni più infime della natura umana. La tua mera esistenza giustifica l'apocalisse."
Suppamma abbassa la testa, Big Jim gli cade: "Quindi, ciò che vuoi dire, è che per salvare l'umanità… il gesto estremo…"
Il gargoyle stringe gli occhi in due lame sottili: "Oh, no. Il fatto che tu sia esistito, anche solo per un attimo, giustifica lo scatenarsi della maledizione. Se anche tu sparissi…"
"Ma… Suppamma non è mai esistito. Era solo un gioco. Io sono…" Suppamma si toglie il passamontagna: "Io sono Giulio Betti."
"Oh…" il gargoyle guarda gli altri. Quello con gli artigli vola indietro. Dalla scatola di taleggio esce il gargoyle muscoloso tutto sporco di muffa e formaggio. Quello dal fiato venefico che si stava riprendendo dalla tosse si alza. Il gargoyle dai tentacoli si interrompe e raggiunge gli altri. "Boy oh boy" sfuma nel finale.
Un sibilo dice: "Fratelli, se quell'uomo non è mai esistito…"
Un ruggire rimbomba dal cielo: "La maledizione non si è mai avverata. Tornate indietro al vostro sonno di pietra, in attesa del giusto momento."
I gargoyle guardano verso le guglie appena visibili da quel punto del parco, si alzano in volo e spariscono.
Drogato si avvicina a Giulio: "Oh, se tu non sei Suppamma…"
Giulio accarezza il passamontagna: "Tu se solo un drogato."
"Che ce l'hai una moneta?"
"No. E tu ce l'hai un nome?"
"Michele."
Giulio mette il passamontagna nello zaino: "Beh, piacere. Minchia se è tardi al lavoro. Mi devo sbrigare per il 37."
"Ma una moneta… Mi devo sistemare con Paolone."
Giulio guarda la scatola col taleggio e arriccia il naso: Bleah! Poi si allunga verso Big Jim bagnino ma esita e si rialza lasciandolo lì. Si carica lo zaino in spalla. E allora avanti con la parte più dura: la vita reale.
Lui e il drogato si avviano lungo il prato e attraverso il vialetto, tra lamenti di moribondi, gruppi di cadaveri squartati, incendi, fumo e fiamme.